notizia
13/01 2025
Salute

Moda irritante, ovvero tutti i pericoli per la pelle derivanti dal fast fashion

— Rosy Matrangolo, con la consulenza scientifica di Silvia Ferrucci, Dermatologa del Policlinico di Milano

La moda come una seconda pelle: più che un modo di dire, è quel che accade con quello che potrebbe essere un fenomeno passeggero, oppure una rivoluzione nel mondo del fashion: il vestito spray.

Nuovi tessuti che non si indossano ma si spruzzano: è la chimica, bellezza! Ultima frontiera dell’arte di stupire che da sempre accompagna lo stilista e le sue creazioni sembra spostare l’asticella della fantasia decisamente più in là, grazie alla creazione di miscele polimeriche che, applicate sulla pelle e asciugate velocemente addosso, si trasformano in un indumento a tutti gli effetti.

Siamo pronti per questa novità in fatto di vestiario che “calza a pennello”? Insomma. I primi prodotti hanno un potenziale notevole e già si pensa a future applicazioni sotto forma di dispositivi per la cura delle ferite, per la somministrazione di farmaci e nella gestione delle fratture. Il dubbio, però, è lecito: si tratta di sostanze sicure? Secondo alcuni studi, questi spray possono essere potenzialmente pericoli per la salute in quanto contengono diversi ingredienti che possono fungere da allergeni da contatto e da irritanti polmonari.

Se tutto questo ci sembra un orizzonte poco rassicurante, non certo più tranquillizzante è il panorama del fast fashion: indumenti prodotti in breve tempo e per soddisfare mode temporanee con effetti negativi sia sulla salute del Pianeta, che della nostra pelle. Questo settore economico si basa su un modello di business in cui i capi prodotti, proprio per il loro ciclo di vita brevissimo, sono pensati e realizzati con materiali di scarsa qualità, con fibre derivanti dal petrolio, difficili da reciclare e dannosi per la slaute di chi li indossa. Ne parliamo con Silvia Ferrucci, dermatologa del Policlinico di Milano.

Ci sono tessuti che possono scatenare reazioni allergiche o irritanti sulla pelle?

Le dermatiti allergiche da contatto provocate da sostanze presenti nei tessuti sono un fenomeno in crescita, soprattutto con la diffusione della moda fast fashion, che spesso utilizza materiali e processi chimici poco controllati.

La forma allergica e la forma irritativa della dermatite sono due delle manifestazioni più comuni legate all’esposizione cutanea a questi tessuti.

La dermatite allergica da contatto è un processo infiammatorio cutaneo che si sviluppa per sensibilizzazione a seguito del contatto con sostanze esterne che scatenano una risposta del sistema immunitario. La dermatite da reazione infiammatoria cutanea è invece causata da fattori esterni i chimici, fisici o biologici che agiscono con meccanismo tossico diretto, senza intervento di meccanismi immunologici. Diversi fattori, interni ed esterni, possono incrementare la suscettibilità a questa forma di dermatite, quali sesso ed età del paziente, se vi è una storia di eczema o dermatite atopica, qual è la sede anatomica coinvolta, il tempo di esposizione e concentrazione dell’agente irritante.

Quali sono i tessuti che possono causare allergie e irritazioni comunemente presenti nei capi di abbigliamento?

Le reazioni cutanee possono essere scatenate sia dai materiali stessi sia dalle sostanze chimiche impiegate nella loro produzione. Tra i tessuti più a rischio troviamo:

  • Fibre sintetiche come poliestere, acrilico, nylon, elastan, spesso trattate con coloranti e resine chimiche.
  • Tessuti misti come cotone misto a fibre sintetiche che possono contenere residui di lavorazione chimica.
  • Lana e altre fibre naturali non trattate correttamente possono invece contenere lanolina o sostanze irritanti utilizzate nell’allevamento.
  • Jeans e denim trattati possono contenere coloranti azoici, formaldeide e nichel.
  • Nei vestiti di pelle e simil pelle possono trovarsi residui di cromo utilizzati nella fase di conciatura.

Le principali sostanze sensibilizzanti presenti negli indumenti includono coloranti dispersi, formaldeide (un conservante), resine per il finissaggio anti-stropicciamento, composti del cromo e del nichel, oltre ai ritardanti di fiamma e ai biocidi utilizzati per prevenire la formazione di muffe nei capi trasportati su lunghe distanze. La reazione può manifestarsi immediatamente dopo averli indossati o comparire dopo ore o addirittura giorni.

Quali sono i sintomi della dermatite da contatto da tessuto?

Il paziente avverte una sensazione di disagio all’inizio, poi prurito e/o bruciore con minime manifestazioni cutanee maculari o a volte micro papule o aree eritematose. I sintomi tendono a regredire rapidamente rimuovendo l’indumento o persistere per qualche ora.

Nella dermatite allergica, invece, la reazione può persistere per giorni, anche dopo aver eliminato il contatto con l’agente scatenante.

Esistono condizioni che aumentano la sensibilità cutanea come la dermatite atopica, la psoriasi, la sudorazione eccessiva in quanto favorisce la penetrazione degli allergeni. Anche una pelle secca e sensibile è più reattiva agli irritanti.

Leggere l’etichetta dei materiali che compongono abiti e intimo può aiutarci?

Nei nostri acquisti possiamo scegliere abiti seguendo alcuni semplici consigli come:

  • Evitare capi con descrizioni vaghe (es. “tessuto misto” senza specificare le fibre).
  • Preferire materiali certificati che garantiscono l’assenza di sostanze tossiche.
  • Lavare sempre i capi nuovi prima di indossarli per ridurre la presenza di residui chimici.
  • Evitare tessuti che richiedono trattamenti anti-stropicciamento o antimuffa, poiché possono contenere formaldeide o biocidi.
  • Preferire fibre naturali non trattate chimicamente (cotone biologico, lino, seta non sbiancata).

Quali tessuti preferire e quali evitare sulla propria pelle?

In generale, meglio evitare poliestere e acrilico colorati con tinture sintetiche, così come i tessuti trattati con antimacchia o anti-piega; no alla lana non certificata, che può contenere lanolina o pesticidi. Evitiamo anche il Denim e le pelli trattate con cromo VI.

I materiali amici della pelle sono soprattutto il cotone biologico e certificato, il lino e la canapa naturali, la seta senza trattamenti chimici aggressivi, la lana merinos certificata senza lanolina.

Cosa fare in caso di forte irritazione?

L’industria del fast fashion utilizza spesso sostanze chimiche sensibilizzanti, aumentando il rischio di dermatiti da contatto. È importante sensibilizzare i consumatori su materiali e certificazioni, incoraggiandoli a scegliere capi più sicuri e di qualità. In caso di irritazione, il primo accorgimento da avere è rimuovere immediatamente il capo d’abbigliamento; lavare la zona con acqua tiepida e un detergente delicato (senza profumi o conservanti); applicare creme emollienti in grado di ripristinare la barriera cutanea o creme all’ossido di zinco per lenire l’infiammazione. Se il prurito persiste si può valutare con il medico di riferimento l’assunzione di un antistaminico mentre nei casi più gravi è più opportuno consultare un dermatologo, che potrebbe prescrivere una terapia antinfiammatoria come corticosteroidi.

Creative Commons BY-NC-ND

© - Tutti i contenuti sono rilasciati con una licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate. Puoi condividere i post contenuti indicando autore e fonte, inserendo sempre link di collegamento. Più info qui.